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Split Payment - Chiarimenti ed aggiornamenti

Aggiornamento del 03/02/2015

A seguito della disamina del testo dell'emanando decreto (che, lo ricordiamo, non sarà in vigore finchè non andrà in G.U.), è stato pianificato nel rilascio della prossima fix 15.10.10 (pianificata per giovedì 05/02/2015), l'inserimento di un nuovo Codice IVA "speciale". Inoltre saranno fornite le prime indicazioni operative circa le modalità di registrazione da adottare.

Con successiva fix 15.10.20 (al momento pianificata per giovedì 19/02/2015) verranno effettuati i seguenti ulteriori interventi:

  • alcune migliorie in prima nota in relazione al nuovo Codice IVA "speciale", sopra indicato;
  • l'allineamento della contabilizzazione automatica da parte delle diverse procedure di fatturazione/parcellazione.
AGGIORNAMENTO del 02/02/2015

A seguito della pubblicazione del Decreto che stabilisce le modalità operative dello Split Payment, sono state avviate le attività di analisi e successiva realizzazione delle specifiche funzionalità, che verranno rilasciate indicativamente nel corso del mese di febbraio. Non appena disponibili, verranno fornite le prime indicazioni funzionali se possibile anche in anticipo rispetto al rilascio vero e proprio delle procedure.

Sintesi della problematica Split Payment

La Legge di Stabilità 2015 (art.1, comma 629, L.190/2014) ha introdotto il nuovo art.17-ter del D.P.R.633/1972:
«Art. 17-ter. -- (Operazioni effettuate nei confronti di enti pubblici).
1. Per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti dello Stato, degli organi dello Stato ancorché dotati di personalità giuridica, degli enti pubblici territoriali e dei consorzi tra essi costituiti ai sensi dell'articolo 31 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, degli istituti universitari, delle aziende sanitarie locali, degli enti ospedalieri, degli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, degli enti pubblici di assistenza e beneficenza e di quelli di previdenza, per i quali i suddetti cessionari o committenti non sono debitori d'imposta ai sensi delle disposizioni in materia d'imposta sul valore aggiunto, l'imposta e' in ogni caso versata dai medesimi secondo modalità e termini fissati con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze.

L'efficacia delle disposizioni di cui al comma 629, lettera b), nelle more del rilascio, ai sensi dell'articolo 395 della direttiva 2006/112/CE, della misura di deroga da parte del Consiglio dell'Unione europea, trovano comunque applicazione per le operazioni per le quali l'imposta sul valore aggiunto è esigibile a partire dal 01/01/2015.

Utilizzo della procedura

Ad oggi non è possibile fornire indicazioni operative circa l'utilizzo delle procedure, in assenza di chiarimenti ufficiali da parte dell'Agenzia delle entrate. Gli unici suggerimenti che si possono dare sono quelli di sospendere momentaneamente l'emissione delle fatture (laddove possibile) ovvero di emettere la fattura con le attuali modalità ed attendere il pagamento da parte dell'Ente Pubblico, per porre in essere eventuali correttivi.

Sono invece sicuramente da ignorare gli eventuali suggerimenti operativi forniti da parte della stampa specializzata: ogni modalità operativa diversa da quella in uso fino al 31/12/2014 che non dovesse essere confermata dall'Agenzia delle entrate, impedirebbe infatti al contribuente di avvalersi dei benefici dello Statuto del Contribuente.
Va detto, infine, che indipendentemente dalla modalità con la quale viene emessa la fattura, sarà comunque a carico dell'Ente Pubblico non pagare l'IVA al fornitore ed assolverla con il metodo del reverse charge (o meglio dello split payment).

Si tenga anche conto che dovrebbero essere interessate dalle nuove modalità di assolvimento dell'IVA anche le fatture emesse nel 2014 e pagate nel 2015, per cui le disposizioni che disciplineranno l'applicazione della norma dovranno tener conto anche di tali fattispecie (a maggior ragione conviene quindi mantenere le medesime modalità operative del 2014 anche nel 2015, in assenza chiarimenti).